Franklyn

FRANKLYN – un film di Gerlad McMorrow, con Eva Green, Ryan Phillippe, Sam Riley, Bernard Hill, Kika Markham, Mark Wingett, Richard Coyle / fantascienza – thriller / UK / 2008.

TRAMA – Londra. Emilia, studentessa d’arte, per completare una composizione ogni mese tenta il suicidio procurando di salvarsi all’ultimo istante; Milo è stato lasciato a un passo dall’altare, ma per strada intravede la sua prima fiamma; Esser va alla ricerca del figlio che “si è perso”. Città di Mezzo. In una feroce dittatura religiosa esercitata dal Ministero, Jonathan Preest è un giustiziere mascherato con un pallino fisso: eliminare l’Individuo, il capo di una setta di fanatici che ha rapito e ucciso una bambina.

RECENSIONE – Se il dolore è troppo, se le ferite dell’anima non smettono di sanguinare, allora impazzire è l’unica possibilità. La lapidaria affermazione suona come pietra angolare dell’esordio al lungometraggio di Gerald McMorrow, Franklyn che è oggetto peculiare, anche schizofrenico, e sfugge alla definizione di genere. È un thriller fantascientifico che straripa in action movie puro e vanta picchi da dramma sentimentale – ogni dramma qui rappresentato lo è –, ma soprattutto un film sulla percezione interiore del tormento. Tutti i personaggi sono paurosamente infelici: in tal senso folli, perché già segnati da fatti precedenti alla messinscena, letteralmente “pazzi di dolore” (a causa di morti, violenze, abbandoni) e quindi, per pararsi dalle rispettive condizioni, impegnati a costruire barriere mentali rigorosamente alternative ai dati della realtà. Se la metropoli clericofascista è il più eloquente, infatti, non meno psichici sono i luoghi frequentati da Milo ed Emilia, l’amore immaginato e la lettura autodistruttiva dell’arte. Fissati i parametri del gioco, McMorrow, per governarlo doverosamente, sceglie un montaggio alternato molto lineare: opzione favorevole, dato che proprio la differenza netta nella costruzione delle sequenze (dalla scenografia alla fotografia) va a marcare materialmente l’abisso fra mondi con effetto cortocircuito.

http://www.spietati.it
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