Le Parole Ritrovate/TRENTO

Scrivo per raccontarvi una mia recente esperienza in quello che è il mondo della malattia mentale.

Quest’anno, con una mia compagna, ho preso la decisione di partecipare a un convegno di cui ho sentito parlare molto in questi tre anni, anni in cui ho cominciato a conoscere questo ambiente che prima mi era totalmente sconosciuto.

Il convegno di cui, qualcuno di voi, avrà sicuramente sentito parlare è “Le Parole Ritrovate”, ormai giunto alla sua dodicesima edizione, e che come ogni anno si svolge a Trento. Prima di raccontarvi, le mie sensazioni e le mie emozioni rispetto a quei tre giorni di forte impatto emotivo, vorrei spiegarvi cosa si intende per “fareassieme” in psichiatria.

Le Parole Ritrovate sono nate dodici anni fa, con l’obiettivo di far incontrare utenti, operatori, servizi di salute mentale, famigliari e cittadini. Le Parole Ritrovate si basano sulla concezione del fareassieme, dove la singola esperienza viene rispettata e valorizzata e si lavora per la costruzione di percorsi di salute mentale, che appartengano a tutti. Si tratta di una bellissima occasione per confrontarsi, condividere progetti, conoscere nuove persone e inventare nuove strade da percorrere. La malattia mentale, ancora troppo poco conosciuta, ha significati diversi per ognuno di noi, specialmente per il ruolo in cui la viviamo, che può essere in prima persona, da operatori, da famigliari.

Per quanto riguarda la mia esperienza, io da tirocinante educatrice, ho potuto fare esperienza in due centri di salute mentale, dove mi sono fatta una mia idea di malattia mentale. Per me, la malattia mentale, può colpire chiunque, anche me domani, e non rappresenta un qualcosa da cui non si può guarire, rappresenta un momento brutto della nostra vita.

Tante sono state le persone, che a Trento si sono raccontate. E ascoltando le varie persone, che con coraggio, sono salite su quel palco a portare le loro esperienze, riuscendo anche a sorridere, di quello che gli era successo, ho capito che la malattia mentale può dividere ma può anche unire, può farci sentire soli ma se supportata nel modo giusto può rappresentare un motivo di crescita per ognuno di noi. Le persone che si avvicinano alle Parole Ritrovate, credono nel cambiamento sempre possibile, vedono non solo il problema ma anche la risorsa, danno valore e significato alla soggettività di ciascuno, credono che assumersi responsabilità sia la strada migliore per crescere assieme.

In conclusione, questi tre giorni, mi hanno fatto conoscere un nuovo modo di fare psichiatria, dove il rapporto con gli utenti è un rapporto speciale e dove tutti assieme si lotta per combattere e vivere al meglio la malattia mentale.

Chiara Santoro

>>> sito de Le Parole Ritorvate: http://www.leparoleritrovate.com

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