Chiusura OPG

Il 27 settembre il Senato ha approvato all’unanimità il testo della Commissione d’inchiesta sul sistema sanitario nazionale, che prevede la chiusura degli Ospedali psichiatrici giudiziari (Opg). Una notizia dalla portata storica, accolta come una nuova Legge Basaglia. Quello che ancora non si sa, però, è quanto tempo occorrerà affinché questa svolta si compia per davvero. Il percorso, infatti, è ancora tortuoso. “La situazione non è semplice – spiega al telefono il presidente della Commissione, il senatore Pd Ignazio Marino -. La Commissione sta elaborando dei database in cui si raccolgono le informazioni sui 1.400 pazienti ancora negli Opg. Sappiamo che circa il 40 percento di loro, quindi tra 300 e 400, non sono socialmente pericolosi”. Le stime sono ancora parziali, perché dei sei Opg esistenti: Aversa, Barcellona Pozzo di Gotto, Napoli, Montelupo fiorentino, Castiglione delle Stiviere e Reggio Emilia, devono ancora essere controllati gli internati degli ultimi due.

Le persone che non hanno compiuto reati di sangue saranno i primi davanti a cui si spalancheranno le porte degli ospedali psichiatrici: “Verranno inseriti nelle normali strutture del Sistema sanitario nazionale”. Per fare questo, bisogna però aspettare che le Regioni si smuovano e completino i documenti per il passaggio dall’Opg ai nuovi centri.

Per i restanti mille l’attesa sarà ancora più lunga. La Commissione d’inchiesta ha stabilito che dal 26 luglio, data in cui sono stati messi sotto sequestro Montelupo fiorentino e Barcellona Pozzo di Gotto sarebbero decorsi 180 giorni prima di un nuovo controllo. Entro quell’arco di tempo, le strutture sanitarie dovranno essere ristrutturate, seguendo le linee indicate dalla Commissione: il motto è “più sanità e meno carcere”. Le strutture dovrebbero “normalizzarsi”, diventare “veri luoghi di cura, dove i pazienti entrano in contatto con infermieri, psicologi e psichiatri, non con la Polizia penitenziaria”, come dice il senatore Marino. Se questo non accadrà, ci potrebbero essere nuovi sequestri. L’appuntamento, quindi, è per la fine di gennaio di 2012.

Intanto, la Commissione parlamentare ha il problema di trovare un luogo adatto alla cura dei pazienti che stavano nelle due strutture già confiscate. La soluzione per i minorati psichici di Barcellona Pozzo di Gotto, è un dipartimento dell’Ucciardone, il carcere di Palermo, destinato solo a loro. Si tratta di persone a cui il problema psichiatrico è subentrato in un secondo momento mentre stavano scontando la loro pena in cella.

Il progetto della Commissione è quello di chiudere i vecchi Opg e di aprire nuovi piccoli ospedali, sul modello di Castiglione delle Stiviere, un centro dove la Polizia penitenziaria non è all’interno ma all’esterno dell’edificio, a vigilare sulla sicurezza. “In altri centri invece non si prescrivevano nemmeno i medicinali, non si praticavano le cure ai malati”, ricorda Ignazio Marino. È difficile, infatti, pensare di chiamare ospedale un centro come il Villa ambrosiana di Montelupo fiorentino, dove c’era un infermiere ogni 25-30 pazienti. La partita istituzionale è vinta: ora mancano i fatti.

Lorenzo Bagnoli
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7 risposte a “Chiusura OPG

    • ok e allora se gli chiudiamo poi cosa risolvi?? butteresti in strada 280 persone in cui la maggior parte presenta problemi di vario genere poi te cosa diresti se te ne trovassi 10 sotto casa tutte le sere??

  1. Liberateli,per favore!Giacomo vuoi salvare te stesso, tu pensi solo a te stesso! Io ho varcato il cancello di Castiglione delle Stiviere, per 3 anni di seguito, e ancora lo sto varcando per vari motivi..:quante umiliazioni, quante sofferenze ai nostri cari.Per pietà di quelle povere creature liberate e curate come esseri umani quelle persone.Si anche a Castiglione delle Stiviere che tutti pensano un’oasi!Lucia

  2. Lucia hai tutta la mia approvaizone e comprensione, anche io ho varcato i cancelli di castiglione e di reggio emilia (non per cosi’ troppo anni) e vi assicuro non lo auguro a nessuno,!!!!!!!!!!!! Ora finalmente mio figlio è in una comunità dove ha la posssibilità di essere aiutato e curato nel modo giusto e ha la possibilità di riprendere in mano la sua vita. Certo il percorso è stato doloroso (molto doloroso) pero’ ora abbiamo la speranza che qualcuno s
    i prenda veramente cura di nostro figlio. Un abbraccio a Lucia e non mollare mai.

    • Grazie,Maria,per aver preso in considerazione il mio scritto.Tu solo ,e quanti come noi,puoi capire,di che cosa si parla quando si discute di OPG.gRAZIE E UN ABBRACCIO.lUCIA

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