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Reggio Emilia, 9 giugno 2011 – L’ACCUSA è pesante: avrebbe chiesto diecimila euro a un internato dell’Opg per fare entrare la cocaina nel reparto di degenza. E poi ancora avrebbe chiesto soldi a parenti di altri internati per farli stare meglio nella struttura. La richiesta di rinvio a giudizio, risalente a quasi due mesi fa, l’ha firmata il procuratore capo, Giorgio Grandinetti. E oggi Giorgio Guarino, 42 anni, già assistente capo di polizia penitenziaria all’ospedale psichiatrico giudiziario di via Settembrini, ora in servizio al carcere di Parma, finirà davanti al gip Antonella Pini Bentivoglio con l’accusa di tentata concussione. Reato che lui – nativo di Taranto, residente a San Giorgio Ionico, un uomo sposato con figli – nega con forza, difeso dall’avvocatessa Enrica Sassi.

I FATTI contestati risalgono all’poca compresa tra la fine di maggio e la fine di luglio dello scorso anno. Esattamente un anno fa, tra fine maggio e i primi di giugno, l’assistente capo avrebbe chiesto quei diecimila euro a un internato per fare entrare all’Opg la coca. Il 5 giugno poi, ci sarebbero stati due tentativi di farsi dare imprecisate somme di denaro: dal fratello di un internato, chiedendogli quanto tenesse a suo fratello; e ai prossimi congiunti di un altro internato, in cambio del benessere del parente. Altro presunto episodio nel mese di luglio, quando in un giorno imprecisato Giorgio Guarino avrebbe chiesto alla madre di un altro internato una somma di denaro (da dieci euro in su, secondo l’ipotesi accusatoria) in cambio di agevolazioni e benefici a favore del figlio. Secondo la procura, l’indagato non sarebbe riuscito nell’intento per cause indipendenti dalla propria volontà.

LE PARTI OFFESE, ritenute interessate alla vicenda dal procuratore capo, sono i tre internati all’Opg e cinque parenti. Sulla delicata vicenda esiste un’informativa della direzione dell’Opg, stilata nei mesi successivi e datata fine ottobre. La concussione è un reato contro la pubblica amministrazione che consiste nel farsi dare o promettere, per sé o per altri, denaro o altro vantaggio anche non patrimoniale abusando della propria posizione.

il Resto del Carlino/Reggio Emilia
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