Incontro con A. Spampinato

Al corso di Comunicazione Sociale, incontriamo il giornalista Alberto Spampinato, che ci parla di principi deontologici, mafia, giornalisti perseguitati e dell’osservatorio “ossigeno per l’informazione”.

Ci sono notizie comode, e notizie scomode. Un giornalista quando viene a conoscenza di una notizia, si sente in dovere di pubblicarla!

Gli omicidi mafiosi hanno sempre un valore terroristico, intimidatorio. I giornalisti, in certi casi, rischiano di diventare un amplificatore del potere mafioso. Inoltre va chiarito che l’informazione giornalistica non è mai neutrale: o sei contro la mafia o sei dalla parte della mafia. La neutralità è un’idea che ci si costruisce per tutelarsi. Molti pensano che con una notizia occorra farsi degli amici, ma il mestiere di giornalista è come il vigile del fuoco… ci sono dei rischi da affrontare.

Fino a che punto è legittimo che un giornalista possa indietreggiare? Attenzione al rischio dell’autocensura! E’ la negazione stessa del giornalismo, via verso la connivenza, anticamera della complicità. Senza contare che l’altra faccia dell’autocensura è l’isolamento di coloro che cercano di non tirarsi indietro. Fare giornalismo non è fare pubblicità.

Siti di riferimento:

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