A Castelfranco… non ci si va più!

L’Opg di Reggio non si trasferirà a Castelfranco Emilia, in provincia di Modena. Non ci sono, infatti, i requisiti necessari e bisognerà dunque trovare un’altra sede. Questa la risposta dell’assessore regionale alla Sanità Carlo Lusenti all’interrogazione del capogruppo del MoVimento 5 Stelle, Andrea Defranceschi.

“In quasi un anno di solleciti, protocolli inter-istituzionali e tavoli di confronto l’unica cosa che la Regione è riuscita a partorire per risolvere il dramma dell’Ospedale psichiatrico giudiziario di Reggio è questo: la sede dove il centro avrebbe dovuto trasferirsi, a Castelfranco Emilia nel Modenese, è inadeguata. Per cui ora se ne cercherà una nuova” replica Defranceschi.

“Quando, il 3 agosto, visitammo l’Istituto di pena per detenuti-pazienti psichiatrici – racconta Defranceschi – notammo gravi carenze sanitarie (nonostante, bisogna sottolinearlo, l’impegno del personale) e un tasso inaccettabile di sovraffollamento. Per questo e anche in vista dei paventati tagli ai trasferimenti per gli enti locali, avevamo chiesto all’Assessorato di Carlo Lusenti quali politiche avesse intenzione di mettere in campo per salvaguardare i pochi servizi trattamentali in atto nella struttura, come la pet therapy, e per migliorare le condizioni di salute delle persone ivi detenute. Chiedemmo a che punto fossero i lavori di ripristino della struttura di Castelfranco: dove, da delibera di Giunta datata febbraio 2010, l’Istituto avrebbe dovuto essere spostato per abbassare il tasso di sovraffollamento. Purtroppo però ancora una volta l’assessorato regionale alla Salute ci ha risposto non rispondendoci. E annunciando, in merito alla nuova sede, che dopo mesi di studi di fattibilità e sopralluoghi si riparte dal via: troppo piccolo l’immobile del Modenese per far fronte all’aumento di detenuti. Tocca quindi studiare nuove possibili soluzioni. Intanto, gli ospiti forzati dell’Opg continueranno a stare stipati in due-tre per cella, con bagni e stanze in condizioni igieniche più che precarie, e scarsissime possibilità di cura e progetti di sostegno”.

Nella risposta all’interrogazione Lusenti ricorda le “numerose e gravi criticità” dell’Opg, “la più preoccupante delle quali rappresentata dal sovraffollamento”. La prima mossa della Regione è stata quella di aumentare l’organico, passato da 47 a 75 unità, il che per Lusenti ha portato “risultati immediati: oggi in 4 reparti su 5 le celle sono aperte durante il giorno e le contenzioni fisiche effettuate sono crollate sia nel numero (177 nel 2008, 42 finora nel 2010) sia nella durata media del singolo episodio di contenzione (da 26 giornate di media nel 2008 a 2 di media nel 2010)”.

La Regione ha sottoscritto un accordo con il Dipartimento Amministrazione penitenziaria per sancire l’impegno all’invio degli internati secondo i bacini di utenza. Questa misura, precisa Lusenti, “associata ad un impegno da parte delle Regioni extra-bacino, i cui internati sono presenti a Reggio, a una presa in carico dei propri utenti, avrebbe prevedibilmente ridotto il numero di internati a 120-150 persone”. Sulla base di questa quantificazione l’Amministrazione penitenziaria individuò parte della struttura penitenziaria di Castelfranco Emilia come idonea a realizzare una struttura per la effettuazione della misura di sicurezza con caratteristiche di alta e media protezione per circa 120 – 150 persone, Nel frattempo non si sono fermati gli invii extrabacino: “Dalla data prevista per la cessazione, tali invii sono stati 37”.

reggio24ore
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