Informazione sul/dal carcere

Informazioni dal carcere, informazioni sul carcere. Come stampa e televisione raccontano il carcere, come il carcere si racconta. (23 ott 2010 / Genova – Biblioteca Berio)

Siedono allo stesso tavolo giornalisti che scrivono sul carcere e giornalisti che scrivono dal carcere; posizioni diverse, prospettive diverse, sensibilità diverse. Apre la tavola rotonda la direttrice della Biblioteca Berio, Maura Cassinasso, la cui sensibilità verso il tema emerge non soltanto dalle parole, ma anche concretamente dalle due borse lavoro che la Biblioteca stessa ha messo a disposizione di due detenuti a scopo formativo.

Segue l’intervento del moderatore Enzo Paradiso dell’Area di Servizio, il giornale del carcere di Genova, il quale si sofferma sul motivo dell’iniziativa: la dialettica che emerge tra carcere e informazione e il profondo divario che si avverte tra la rappresentazione dei detenuti da parte dei mass media, che parlano di “mostri” e reati a 5 stelle, e l’esperienza quotidiana di chi effettivamente entra in contatto con i detenuti. Il rapporto tra stampa e carcere affascina e tormenta l’opinione pubblica al tempo stesso, in questi ultimi tempi la questione è ancor più davanti ai nostri occhi; è necessario, dunque, lavorare perché l’opinione pubblica sia informata in modo realistico, in modo da aumentare presa di coscienza e senso di responsabilità.

Salvatore Mazzeo, direttore della C.C. Marassi di Genova, sottolinea i grandi passi avanti compiuti dagli istituti penitenziari che, da scatole chiuse, hanno acquisito trasparenza grazie all’interesse dell’opinione pubblica e dei mass media, benchè, tuttavia, esista un enorme divario tra percezione dell’opinione pubblica e situazione reale. A suo avviso, sia l’amministrazione penitenziaria che gli organi di informazione hanno il dovere di diminuire questo divario. Nell’informare l’opinione pubblica il giornalista non esercita soltanto il diritto di cronaca, ma anche il diritto di critica, quest’ultimo, in quanto tale, fa sì che il fatto di cronaca venga enfatizzato per screditare l’amministrazione penitenziaria o venga riportato con modalità espressive non ricalcano propriamente la realtà. Mazzeo nota che i giornalisti, quando lo contattano, gli richiedono esclusivamente se avvengono tentativi di suicidio, di evasione o di episodi di violenza all’interno del carcere, mentre ignorano le iniziative positive, le attività formative e i progetti; a queste cose danno voce soltanto i giornali dell’istituto.

L’intervento dell’Assessore Bertolotto (…) – “All’interno del carcere si progettano interventi per recuperare un orizzonte di senso e una prospettiva di futuro” questa la frase che più colpisce del suo intervento e fa riflettere su quanto sia importante mettere in luce esperienze positive per riconoscere il diritto costituzionale delle persone detenute alla rieducazione. Infine, l’invito agli organi di informazione che, costruendo un ponte tra dentro e fuori, hanno ruolo fondamentale nel sollecitare le istituzioni amministrative a non delegare le loro responsabilità in merito, in particolare il Governo. (…)

La parola viene passata a Giovanna Rosi, giornalista televisiva di Telenord, (…) ciò che emerge con maggior evidenza dal suo intervento è la richiesta a coloro che si occupano di giornali nel carcere di diffonderli, alla sua categoria in primis. “Insegnateci a scrivere sul carcere, diffondete i vostri giornali! Pensiamo al futuro di queste persone, quando usciranno dal carcere”.

(…) Interessante è una ricerca che ha messo in evidenza come, nel corso dei 7 anni successivi alla scarcerazione, il 69 % di chi sta in carcere fino all’ultimo giorno torna a commettere reati, mentre solo il 19 % di coloro che hanno avuto percorsi all’esterno (semilibertà, giornate premio, ecc.) commettono reati. Per l’opinione pubblica far rimanere una persona sino all’ultimo giorno in carcere sembra un investimento sulla sicurezza, ma in realtà, statistiche alla mano, non è vero. Il ragionamento va fatto a lungo termine, non sul “qui e ora” e non sul singolo caso.

Viene poi descritta la situazione padovana: ci sono 820 detenuti, ma solo 300 partecipano alle varie attività e ai progetti; è evidente la violazione della Costituzione (520 non fanno nulla). Per molti anni si sono organizzate visite al carcere per classi, ma così il rischio è quello di farla diventare una visita allo zoo, in cui i ragazzi guardano con occhio e cuore esterni, superiori, con il pensiero che la cosa non li riguarderà mai. Invece, sono presenti molti giovani con problemi legati alla droga, all’alcool; la composizione dei detenuti è molto simile a chi è fuori.

E’ necessario raccontare il carcere non come il fenomeno, il pianeta a parte, ma facendo sentire che è parte della nostra vita; non siamo solo potenziali vittime, ma potenziali madri, figli, amici di detenuti, o detenuti stessi… rompere la distanza e lavorare sul disagio alla base, guardare a noi stessi e al nostro lato oscuro, focalizzarsi sulle risposte che coloro che ci sono vicini danno ai bisogni, alle mancanze, riflettere su come colmiamo i nostri nostri vuoti, su come rispondiamo alle sofferenze quotidiane.

L’intervento conclusivo è di Chiara Chiappini (…) che mette l’accento sulla sua convinzione di quanto il carcere sia inenarrabile, di come, pur attraverso bei film, notevoli libri, articoli attenti, sembrano sempre mancare dei pezzi nella narrazione del carcere. In Italia ci sono mille carceri che hanno diversi modi di intendere la pena, la detenzione ecc… Carcere non corrisponde a pena; esistono diversi modi di intendere la pena.

Giovanna Figliuzzi
Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...