Visita dei consiglieri regionali

Abbiamo incontrato i consiglieri regionali in visita all’OPG di Reggio Emilia, qui di seguito l’articolo apparso su reggio24ore.

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I consiglieri regionali di Sinistra Ecologia e Libertà Gianguido Naldi e Gabriella Meo, in visita alla struttura detentiva del capoluogo reggiano, hanno denunciato l’azzeramento per mancanza di fondi di tutte le attività collaterali dell’ospedale psichiatrico giudiziario di Reggio, puntando il dito contro il taglio dei servizi che erano stati avviati: dall’utilizzo di una cucina comune al laboratorio delle biciclette, fino al progetto sulla pet therapy (primo caso di riabilitazione con l’ausilio di animali domestici).

Non manca, come già accaduto durante la visita del consigliere regionale grillino Andrea De Franceschi, la consueta denuncia sullo stato di sovraffollamento e la conferma della carenza di personale nella struttura, che accoglie 290 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 135 unità, con estremi che arrivano fino alla concentrazione di tre detenuti in celle di nove metri quadrati, serviti da una settantina di operatori su una pianta organica che ne prevederebbe 121 – ma che, secondo i calcoli, dovrebbero essere 211 se si volessero rispettare i criteri di piena efficienza.

“Sono confermati i problemi che già si conoscevano – confermano i due esponenti regionali di Sel – che rendono la struttura totalmente inadeguata. Il personale non basta e questo è il primo dei problemi: noi lo vogliamo affrontare ragionando sia sulla nuova struttura che dovrebbe nascere a Castelfranco, che dovrebbe liberare 90 posti, sia facendo in modo che le altre regioni facciano la loro parte perché qui ci sono anche detenuti che vengono da fuori”.

“Tutto il personale sanitario – prosegue Naldi – è alle dipendenze dell’Ausl e le due catene di comando non hanno ancora trovato il modo per connettersi veramente in modo sinergico, e questo sta creando problemi perché non sempre la struttura carceraria risponde alle sollecitazioni e alle richieste di terapie che provengono dal personale sanitario. Poi ci sono molti servizi che potrebbero dare sollievo alla parte detentiva e non sono utilizzati o per mancanza di fondi o per mancanza di licenze, quindi in effetti la vita è molto più dura di quanto potrebbe essere“.

“Ci sono una serie di cose che in passato avevano funzionato molto bene – prosegue la consigliera Meo – che non sono più possibili: dal semplice uso di una cucina comune al laboratorio delle biciclette per il recupero dei mezzi sequestrati dai vigili, fino ad arrivare alla cosiddetta pet therapy: ma questo servizio non è più finanziato ed è destinato a finire a fine anno. I cani andranno in canile e l’Opg sarà ancora un po’ più povero di com’era. Ci attiveremo immediatamente per cercare di capire se esistono le condizioni per mantenere quelle soluzioni di minima, e cioè per far restare attivi questi laboratori e queste strutture che per chi sta dentro sono un sollievo enorme”.

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